Tartufo Italiano Qualità

di Giuseppe Cristini

E’ notizia di questi giorni, e già sta facendo il giro del mondo, che un vivaio francese, nella zona dell’Aquitania abbia prodotto attraverso piantine micorrizate il tartufo bianco pregiato; una notizia che ha lasciato sbalordito il mondo accademico e della quale prendiamo atto, ma certamente vogliamo capire meglio le evoluzioni.

«Dai francesi nulla di nuovo, la notizia ha ottenuto il suo scoop, ma da qui a dire che abbiamo risolto le provviste di tartufo bianco sicuramente siamo lontani anni luce. E poi se su cinque coltivazioni differenti che sono state realizzate in Francia, dopo sette otto anni si sono cavati sette tartufi, mi sembra veramente ancora un miraggio poter dire che avremo tartufo bianco in Francia.

Ciò che rimane veramente difficile da comprendere è come mai in terreni non vocati siano nati tartufi bianchi, considerando la labilità del tartufo bianco, che se non trova tutte le vocazioni, il terroir giusto e il microclima ideale generalmente non produce.

La tartuficultura rappresenta certamente il futuro del tartufo, lo studio, la ricerca e la micorizzazione vanno benissimo.

Io credo che quello che i francesi hanno annunciato; ossia che si può coltivare il tartufo bianco, sia una notizia interessante, ma tutto ciò va compreso nel lungo periodo.

Vorrei ben verificare se si tratta di una politica dell’annuncio, visto che adesso anche gli inglesi vogliono sperimentare la coltivazione del tuber magnatum, oppure ci siano solide fondamenta scientifiche.

La tartuficultura spontanea è sempre la migliore e quindi la cura del bosco, il rapporto cane cavatore, il rimboschimento, l’ambiente, l’integrità dei terreni e soprattutto la cultura e i valori del tartufo, tra mistero e realtà tra magia e cucina, hanno sempre il proprio fascino. 

La cerca e la cavatura del tartufo in Italia sono prossimi a diventare patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco. In Italia c’è una cultura, storia e tradizione che lega il tartufo all’uomo inscindibilmente. Perché il tartufo è eleganza, gestualità, raffinatezza e ospitalità; l’abbinamento con il vino e il racconto dei profumi evocano tanta narrazione, un insieme di componenti che rappresentano il valore aggiunto di un’italianità che ci appartiene.
Adesso che anche la Francia ci segue ci fa piacere, anche se credo che in Italia si debba colmare il gap, istituendo la filiera del tartufo tutto l’anno, in tutte le regioni ed in tutte le stagioni.

La nostra risposta accademica e lo dico in veste di Presidente dell’Accademia italiana del tartufo nel mondo è quella di inondare amabilmente tutte le colline italiane con piante micorizzate e certificate, provenienti da aziende italiane di chiaro clamore e di ampia garanzia.

Piantine non solo certificate con il tartufo bianco pregiato, ma anche con il tartufo neri invernali, estivi e primaverili.

Poiché il tartufo di Madre Terra Italia e’ sempre il migliore al mondo